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ArticlesThe Light of the World, by Emanuele OttolenghiLet's embarrass Iran's evil regime. During this festive season, let's light some Hanukkah candles in front of their embassies. Full text L’Equivoco Teo-Con, by Emanuele OttolenghiOccorre chiarire un equivoco del lessico politico attuale: i neocon e i teo-con non sono la stessa cosa. La posizione neoconservatrice ha articolato politiche guidate da un forte ideale liberaldemocratico e tese a contrastare il riaffacciarsi sulla scena politica internazionale di un’ideologia totalitaria quale l’islamismo... Full text European Jews' self-imposed Faustian bargain, by Emanuele OttolenghiNot all is well for Jews in Europe. In most EU countries synagogues need security; identifiably Jewish people may be harassed or attacked on the street; shechita(kosher slaughtering) is under assault; and public support for Israel draws condemnation. Full text Why Sharon's gamble makes good sense, by Emanuele OttolenghiAriel Sharon's decision to abandon the Likud and establish a centrist party captures the predominant political mood in Israel. Full text Don’t Let Iran Play Ball, by Emanuele OttolenghiTwo clocks are ticking in Tehran; one, faster, is the nuclear clock. The other, slower, is the regime-change clock. The challenge for Western policymakers trying to square this circle is how to slow down the former while accelerating the latter. Full text The New ‘Truth’ About Good and Evil, by Emanuele OttolenghiEven while the Holocaust is finally becoming in Europe the quintessential reincarnation of evil, Europeans are busy trivializing it. Soon, careless references to the Holocaust will intersect not only with the efforts of those who have tried to belittle it, but also with the concerted and stated aim of pro-Palestinian apologists to make the Palestinian predicament akin to the suffering of the Jews during the Second World War. Full text Sharon vince il primo round al CC del Likud, by Emanuele OttolenghiGerusalemme. Il primo ministro israeliano, Ariel Sharon, ha vinto. Il margine è stato di soli 104 voti e l’affluenza del 91 per cento è stata da record. Così lunedì notte il premier israeliano ha evitato la frattura all’interno del suo partito e ottenuto che le elezioni primarie per la leadership rimanessero fissate per l’aprile del 2006. Dopo una settimana convulsa di manovre politiche all’interno del Likud, il Comitato centrale ha dunque emesso il suo verdetto. Full text Via Dall'Iraq ?, by Emanuele OttolenghiIn un articolo apparso giovedì 23 settembre su Repubblica, Sandro Viola mette in guardia i lettori sulle conseguenze di un ritiro della coalizione dall’Iraq, affermando come l’Europa, meno pronta psicologicamente e politicamente a difendersi dal terrorismo, assorbirà il duro colpo delle conseguenze del disastro iracheno più di America e Israele, meglio preparati alla guerra che incombe. Per Viola, il ritiro è inevitabile e sarebbe meglio capire sin da ora cosa lo seguirà. La sua logica si fonda quindi su tre postulati. Primo: l’intera operazione Iraq – guerra e dopoguerra – è un disastro... Full text I Lunghi Giorni di Gaza, by Emanuele OttolenghiI giorni di ferragosto sono attesi da tutti coloro che si occupano di medio oriente con grandi speranze e aspettative. Il ritiro israeliano potrebbe permettere finalmente di voltare pagina offrendo per la prima volta un’atmosfera positiva su cui costruire un dialogo politico dopo cinque anni di guerra e di lutti. Ma la realtà è un’altra: Abu Mazen sarà troppo debole per sfidare Hamas e l’Autorità palestinese non avrà né la forza operativa né la volontà politica per prendere il controllo di Gaza; la società israeliana sarà troppo traumatizzata dagli eventi del ritiro e dalla violenza che lo accompagnerà e seguirà – sia essa palestinese o intra-israeliana – e Sharon, sotto pressione e con la sua carriera a rischio, lascerà al dopo elezioni la decisione se proseguire con ulteriori ritiri nella Cisgiordania o meno. Come accadde in simili circostanze storiche in passato, l’occasione di una distensione tra israeliani e palestinesi sfumerà forse prima ancora di materializzarsi. I limiti politici e militari che le circostanze del ritiro imporranno ai leader delle due società saranno tali da impedire, con tutta probabilità, che dal ritiro nasca un nuovo momento di speranza tra le parti in causa nel conflitto arabo-israeliano. Full text Will Europe save itself ?, by Emanuele OttolenghiThe London bombings were the warning shots of a looming European civil war. Unless Europeans face the challenge of integrating Muslim communities without renouncing Western values in the process, unless Muslim leaders forcefully pursue a policy of integration that isolates not only the extremists but also the world view on which they thrive, Europe is doomed to interethnic violence. Full text IL RITIRO E’ NATO CINQUE ESTATI FA, by Emanuele Ottolenghi"Spero si ricordi quello che le ho detto. Se perdiamo questa opportunità, non sarà una tragedia, sarà un crimine." Così concluse la sua conversazione con Yasser Arafat l’allora ambasciatore saudita a Washington, il principe Bandar bin Sultan. Arafat era appena tornato al Ritz Hotel dopo una lunga conversazione con il presidente americano ormai a fine mandato Bill Clinton... Full text MANUALE PER L’ESTATE DI GAZA, by Emanuele OttolenghiNella sua memorabile lezione sull’inevitabilità della storia, Isaiah Berlin concludeva il suo attacco contro il determinismo storico di varia matrice spiegando come il fascino di una visione teleologica della storia derivi in parte da “una genuina incomprensione delle implicazioni filosofiche delle scienze naturali, il cui grande prestigio è stato indebitamente appropriato da molti stolti e impostori fin dai loro primi trionfi”. Ma, aggiungeva Berlin, “mi sembra che esso derivi principalmente dal desiderio di liberarsi delle nostre responsabilità, di smettere di giudicare, almeno a condizione di non esser noi stessi giudicati e soprattutto di non dover giudicar noi stessi; da un desiderio di fuggire in cerca di rifugio in un qualche vasto, amorale, impersonale, monolitico tutto – natura o storia, o classe o razza o ‘le difficili realtà del nostro tempo’ o l’irresistibile evoluzione della struttura sociale – che ci possa assorbire e integrare nell’illimitata, indifferenziata struttura neutrale, che non ha senso valutare o criticare, e contro la quale siamo condannati a lottare inutilmente”... Full text Netanyahu si Dimette, by Emanuele OttolenghiDopo quattro anni di tensioni personali con il premier Ariel Sharon e manovre politiche malriuscite, il ministro delle Finanze israeliano, Benjamin Netanyahu, ha deciso domenica di abbandonare il governo della sua nemesi (e rivale politico) Sharon. Pur avendo inizialmente votato a favore del disimpegno da Gaza e pur avendo ritirato la minaccia di dimissioni in ottobre, a una settimana dal ritiro “Bibi” – così è soprannominato – ha lasciato il governo in aperta opposizione al piano di Sharon, senza ostacolarlo, ma senza prendersene la responsabilità politica e ministeriale. Le motivazioni di Netanyahu sono apparentemente irreprensibili: il piano di disimpegno mette a rischio la sicurezza del paese. Il ritiro unilaterale rafforza l’impressione che Israele ceda alla violenza e crea un precedente per ulteriori concessioni israeliane sulla base dei confini provvisori del 1967, senza migliorare la sicurezza del paese. Inoltre – sostiene Netanyahu forte del parere di parte degli analisti – esiste la possibilità che Gaza diventi una base del terrore come già accadde col Libano negli anni 70 e con l’Afghanistan negli anni 90. Full text Atlantico sempre piu' largo, by Emanuele OttolenghiI rapporti tra Europa e Stati Uniti sono entrati in crisi dopo l’11 settembre. Il medio oriente è la causa principale di questa crisi. Quanto profonde e durature sono le divergenze? E’ possible un’inversione di tendenza? Cosa può portare a una nuova convergenza transatlantica su quali politiche perseguire in medio oriente? Per Europa e Stati Uniti la regione ha un’enorme rilevanza geostrategica: per gli Stati Uniti a causa dell’importanza che la regione riveste globalmente come produttore di idrocarburi e fonte di radicalismo e terrorismo a matrice islamica, mentre per l’Europa sono la vicinanza geografica e la maggior dipendenza energetica a preoccupare. Diversi interessi strategici però da soli non bastano a spiegare la crisi in corso. Centrale nella crisi è il conflitto tra Israele e palestinesi... Full text Don't play ball with Iran, by Emanuele OttolenghiAs of next Friday Iran will have its new president. So when the European troika - France Germany and Great Britain - resume negotiations with Iran over its nuclear program at the end of July Europeans need to start thinking about possible sanctions against Iran. Full text Come sanzionare Teheran? Stop al nucleare o niente Mondiali di calcio, by Emanuele OttolenghiLondra. Il dialogo tra la troika europea di Francia, Germania e Gran Bretagna e l’Iran sul futuro del programma nucleare è destinato a riprendere presto, ora che le elezioni presidenziali a Teheran si sono quasi concluse. A detta di molti, i tentativi europei sono anche destinati a fallire tra breve, vista la determinazione iraniana a procedere con l’arricchimento dell’uranio, fase critica nel cammino verso lo sviluppo di un ordigno nucleare. E per una volta, tra Stati Uniti ed Europa c’è identità di vedute sulla natura del pericolo che il programma nucleare iraniano comporta per gli interessi di entrambi. Full text Hizbullah e la tentazione europea di salire sul carro dei vincitori, by Emanuele OttolenghiIl partito di Dio, Hezbollah, ha vinto il secondo round elettorale in Libano, assicurandosi una massiccia presenza nel prossimo Parlamento. Il ministro dell’Interno libanese, Hassan Sabeh, ha annunciato ieri la vittoria totale della lista del movimento sciita pro-siriano, Amal e Hezbollah: ventitré seggi. Questa vittoria accrescerà, nei corridoi del potere europeo, la tentazione di ignorare la risoluzione dell’Onu 1559, che impone il disarmo delle milizie libanesi e in primo luogo degli Hezbollah... Full text The comeuppance of European mandarins, by Emanuele OttolenghiWill Europeans be moved to tears by the notes of Beethoven's "Ode to Joy"? Will they put their hands on their hearts as they see the star-spangled European banner wave in the wind? And will they die for Javier Solana, Europe's slated foreign policy tsar, charging in the fields of future battles as they scream "For Europe"? Full text Il Nucleare Iraniano: Ci pensera' Israele ?, by Emanuele OttolenghiLa notizia di un possibile acquisto israeliano di bombe GBU-28 americane prodotte dalla Lockheed Martin – le cosiddette bunker busters progettate per la penetrazione di strutture sotterranee – ha sollevato la questione della possibilità che lo Stato ebraico si stia preparando a un attacco aereo contro i siti nucleari iraniani. Il timore, essenzialmente europeo, che Gerusalemme lanci un raid preventivo contro la Repubblica islamica, per neutralizzarne le capacità di fusione, si basa sul precedente storico del missile israeliano lanciato contro il reattore nucleare iracheno (di progettazione e costruzione francese) di Osirak. Full text The Stalinists of the AUT And how to fight back., by Emanuele OttolenghiThe Association of University Teachers is the biggest university union in the U.K. It has 48,000 members. On Friday, April 22, it voted to boycott Haifa University and Bar Ilan University, two Israeli institutions, on political grounds. It is investigating the possibility of extending the boycott to a third university. Full text Lib-Dems and Israel, by Emanuele OttolenghiFor the first time in years, the Liberal Democrats are showing signs of taking center stage in the May 5 British general elections. With a Labor Party increasingly identified with centrist policies and the Tories not sufficiently distanced from the war in Iraq, the Lib-Dems' markedly leftist stance on socioeconomic matters, immigration, the war and Europe may chip votes away from both Labor and the Conservatives, putting them in a kingmaker position. Full text Open Letter to Sally Hunt, by Emanuele OttolenghiRegarding the AUT recent decision to boycott Haifa University and Bar Ilan University in Israel, I am shocked to learn that, in addition to a call for boycott, the AUT is ready to offer a waiver to scholars on condition that they publicly state their willingness to conform to the political orthodoxy espoused by the academics who sponsored your motion. Full text Il ritiro della Siria dal Libano, by Emanuele OttolenghiEntro oggi la Siria dovrebbe completare il disimpegno dal Libano. Damasco si impegnò a ritirarsi nel 1989, con gli accordi di Taif, quando le circostanze lo avessero permesso, sostanzialmente diventando il “garante” della pace e il protettore del nuovo Libano emerso dalla guerra civile. Full text Come Sharon Rifonda Israele, by Emanuele OttolenghiLa strategia di Sharon si fonda su tre principi. Innanzitutto ristabilire la deterrenza strategica israeliana nei confronti dei palestinesi attraverso il ricorso a misure rivoluzionarie e non convenzionali di guerra urbana e antiinsurrezionale per vincere il conflitto scatenato dai palestinesi nell’ottobre 2000; la costruzione della barriera difensiva nella Cisgiordania come strumento difensivo e futuro confine orientale; l’avvio di una serie di iniziative diplomatiche unilaterali che creino nuovi confini per Israele col sostegno dell’Amministrazione americana e il consenso della società israeliana... Full text What European history can teach Lebanon, by Emanuele OttolenghiWill bringing Hizbullah into the political process encourage the A-team of global Islamic terrorism to morph into a peaceful Lebanese democratic player? The French seem to think so. UN Security Council Resolution 1559 calls upon all militias in Lebanon to disarm. Full text showing from 1 to 25 of 37 documents | next |
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